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Noi festeggiamo Holyween!

 

E’ la proposta nata dalle Sentinelle del Mattino per la notte del 31 ottobre. In pratica si chiede alle parrocchie di appendere sulla facciata della chiesa, ben visibile, l’immagine di un santo, e agli abitanti delle città e dei paesi, di mettere sulle finestre, sui balconi o sulle porte delle case immagini di santi a loro cari, illuminati da una candela.

Perchè organizzarlo?

Perché vogliamo dire ai giovani che quella notte non ci sono solo mostri e streghe, ma c’è anche altro. Non si tratta di un “anti-Halloween”, ma di una proposta in positivo. Ognuno può festeggiare come vuole: noi desideriamo far vedere a tutti il fascino e l’attualità dei Santi. L’ideatore dell’iniziativa, don Andrea Brugnoli, spiega: «Vogliamo tappezzare le città di volti di bellezza. Di fronte ad un mondo abitato da mostri e in una notte dove tanti giovani flirtano con l’horror, noi vogliamo mostrare l’immagine più bella delle nostre terre: i volti dei suoi santi».

Dal 2007 un crescente successo. HOLYween si sta diffondendo in tutta Italia: ogni anno sempre più diocesi e parrocchie adottano l’iniziativa. Qualche vescovo ha addirittura scritto ai fedeli invitandoli ad appendere volti di santi ovunque. In molte città sono state anche organizzate marce, veglie di preghiera e adorazioni.

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Sabato 15 Maggio 2010 ore 18.00
 CONOSCERE PER AMARE:
 La relazione d’amore teme il gelo dei condizionamenti e le tossine
dell’incomprensione;  solo se ti conosci puoi portare all’altro il meglio di  te!
Le relazioni necessitano di continua manutenzione e cura,
altrimenti si rompono e muoiono.
Per essere amati bisogna diventare amabili, rendersi amabili e divenire amabili.
L’amore non è un sentimento né l’emozione di un periodo,
ma l’impegno continuo a rendere felice l’altro.

Marco e Adria Rocchi

 

La casa-famiglia, secondo ilDecreto del Ministro per la Solidarietà Sociale del 21 maggio 2001, n. 308, è una «comunità di tipo familiare con sede nelle civili abitazioni» la cui finalità è l'accoglienza di minori, disabili, anziani, persone affette da AIDS, persone con problematiche psico-sociali .

I tratti di maggiore affinità con la famiglia sono i seguenti:

  • Presenza di figure parentali (materna e paterna) che la eleggono a loro famiglia, facendone la propria casa a tutti gli effetti.
  • Numero ridotto di persone accolte, per garantire che i rapporti interpersonali siano quelli di una famiglia.
  • La casa deve avere le caratteristiche architettonichedi una comune abitazionefamiliare, compatibilmente con le norme, eventualmente, stabilite dalle autorità sanitarie.
  • La casa deve essere radicata nel territorio, deve, cioè, usufruire dei servizi locali (negozi, luoghi di svago, istruzione) e partecipare alla vita sociale della zona.

Il Decreto Ministeriale stabilisce, nell'art. 3, che «per le comunità che accolgono minori, gli specifici requisiti organizzativi, adeguati alle necessità educativo-assistenziali dei bambini, degli adolescenti, sono stabiliti dalle Regioni». Tra i criteri organizzativi, le Regioni possono stabilire anche accorpamenti tra più comunità.

La speranza di incontrare l’uomo non può naufragare perché nel mondo ci sono molti dispersi.

Guidati dalla luce del Vangelo e dalla fede condivisa che ci pone accanto all’uomo, si è pensato, nel bel mezzo della nostra esperienza cristiana, di dar vita all’ Associazione di Volontariato Sociale “Elpis”.

Il cristiano è un mandato all’uomo e non avremmo vissuto la nostra fede se ci fossimo chiusi all’altro.

Fin dal 1983 un gruppo di ragazze si sono prese cura di alcune minori, che andavano alla deriva.

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